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Sentenze Contenzioso Tributario

CTR LOMBARDIA 26/18

L’articolo 62-bis del DIgs 546/92, come introdotto dal Dlgs n. 156/2015, non richiama congiuntamente i canonici concetti del “fumus boni iuris” e del “periculum in mora” ma richiede solo la sussistenza di un paventato danno grave e irreparabile per il contribuente da considerare in ciò che eccede il pregiudizio necessariamente subito dal debitore per l’esecuzione della sentenza.

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CTR MILANO 5211/2017

L’attività commerciale svolta nell’ambito del ciclo produttivo dei rottami di vetro è qualificabile come cessione di rottami e quindi soggetta al regime del reverse charge previsto dall’art. 74,  co. 7 del d.P.R. n. 633/1972.

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CASSAZIONE 6924/2017 LA DISPONIBILITA' MANIFESTATA DAL CONTRIBUENTE IN SEDE DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE NON CONCLUSO NON E' UNA CONFESSIONE MA UN INDIZIO DI EVASIONE

In sede di accertamento con adesione conclusosi con un mancato accordo tra le parti,  le dichiarazioni rilasciate dal contribuente di manifesta disponibilità di aderire alle contestazioni dell’Ufficio assumono in sede di giudizio non valore legale di confessione ai sensi dell’art. 2730 del cod. civ. ma valore presuntivo ai sensi dell’art. 2729 del cod. civ.

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CASSAZIONE 9659/2017 IL MANCATO ACCORDO IN SEDE DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE NON COMPORTA UNA RINUNCIA DEL FISCO ALLA PRETESA TRIBUTARIA

In sede di accertamento con adesione conclusosi con un mancato accordo tra Fisco e contribuente la proposta dell'Ufficio non accettata non implica una rinuncia dello stesso a far valere in giudizio le pretese fiscali contestate al contribuente con l'avviso di accertamento.

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CTP MILANO 6814/2017 IL DOPPIO BINARIO TRA GIUDIZIO PENALE E TRIBUTARIO

La Commissione Tributaria Provinciale di Milano, pur ribadendo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione sul principio del doppio binario tra il giudizio penale e il giudizio tributario, ha ritenuto che l’esito definitivamente raggiunto dal giudice penale sui medesimi fatti contestati in sede tributaria – da considerarsi come prova non vincolante – può ritenersi pienamente condivisibile in sede tributaria allorquando il rilievo probatorio e la maggiore incisività del giudicato penale si sia sviluppato sui stessi fatti a fondamento degli accertamenti tributari e sussista l’identità degli elementi di riscontro posti a base di entrambi i giudizi.

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C.T.R. MILANO 386-2016 e 387-16 RADDOPPIO DEI TERMINI

Per gli accertamenti riferiti fino al periodo di imposta 2015 il raddoppio dei termini è legittimo solo a condizione che la notizia di reato sia stata inoltrata entro l’ordinario termine di decadenza (31/12 del quarto anno successivo ovvero 31/12 del quinto in caso di dichiarazione omessa). Il regime transitorio instaurato dall' art. 2 del D.Lgs 128/2015 infatti è stato tacitamente abrogato dalla L. 208/2015.

CASSAZIONE 22800-15 DELEGHE DI FIRMA

Ove il contribuente contesti, anche in forma generica, la legittimazione del funzionario che ha sottoscritto l’avviso di accertamento ad emettere l’atto (art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973), è onere dell’Amministrazione che ha immediato e facile accesso ai propri dati fornire la prova del possesso dei requisiti oggettivi indicati dalla legge, sia del delegante che del delegato, nonché della esistenza della delega al delegato.

CASSAZIONE 22803-15 DELEGHE DI FIRMA

In tema di avviso di accertamento, la delega in bianco, priva del nome del soggetto delegato, va considerata nulla, in quanto il contribuente non può agevolmente verificare se il delegatario ha il potere di sottoscrivere l’atto e non essendo ragionevole imporre al contribuente una tale indagine amministrativa per verificare la legittimità dell’atto.

[…] Va , al riguardo, osservato come non appaia decisiva la modalità di attribuzione della delega che può essere conferita o con atto proprio o con ordine di servizio, purché venga indicato, unitamente alle ragioni della delega (ossia le cause che ne hanno resa necessaria l’adozione, quali carenze di personale, assenza, vacanza, malattia, ecc.) il temine di validità e il nominativo del soggetto delegato. Non è sufficiente, in entrambe le tipologie di deleghe (di firma o di funzione) l’indicazione della sola qualifica professionale del dirigente destinatario della delega, senza alcun riferimento nominativo alla generalità di chi effettivamente rivesta tale qualifica.

CASSAZIONE 22803-15 DELEGHE DI FIRMA

La delega in bianco è nulla, o meglio “se priva del nominativo del dirigente delegato [la delega] deve essere considerata nulla non essendo possibile verificare agevolmente da parte del contribuente se il delegatario avesse il potere di sottoscrivere l’atto impugnato e non essendo ragionevole attribuire al contribuente una tale indagine amministrativa al fine di verificare la legittimità dell’atto".

CASSAZIONE 22810-15 DELEGHE DI FIRMA

[…] la sorte degli atti impositivi formati anteriormente alla sentenza n. 37 del 2015 della Corte Costituzionale, sottoscritti da soggetti al momento rivestenti funzioni di capo dell’ufficio, ovvero da funzionari della carriera direttiva appositamente delegati, e dunque da soggetti idonei ai sensi dell’art. 42 del d.P.R.n. 600 del 1973, non è condizionata dalla validità o meno della qualifica dirigenziale attribuita per effetto della censurata disposizione di cui all’art. 8, 24° comma, del d.l. n 16 del 2012”.

CASSAZIONE 2898-16 RADDOPPIO DEI TERMINI

Il raddoppio dei termini scatta, anche per il passato, solo se la notizia di reato è stata inviata in Procura entro la scadenza ordinaria dei termini di accertamento.

CASSAZIONE 5400-16 RADDOPPIO DEI TERMINI

Il raddoppio dei termini introdotto con la legge 248/2006 opera con riferimento a tutti i periodi di imposta pe i quali alla data di entrata in vigore della legge medesima sono ancora pandenti i termini ordinari dell'attività di accertamento ed è unicamente connesso alla presenza di uno dei reati previsti dal D.Lgs 74/2000, indipendentemente dal momendo in cui tale obbligo sorge ed indipendentemente dal suo adempimento.

CTP TREVISO 175-2016 RADDOPPIO DEI TERMINI E CONTROLLO DEL GIUDICE TRIBUTARIO

Per i periodi di imposta antecedenti al 2016 il raddoppio dei termini non è operante qualora la denuncia sia stata presentata oltre la scadenza ordinaria dei termini di decadenza per l'accertamento. Infatti,  il comma 132 della legge 208/2015 (legge di stabilità 2016), ha ridisciplinato l'intera materia precedentemente regolata dall'art. 2 del D.Lgs 128/2015 non menzionando più il periodo che faceva salvi gli effetti degli accertamenti notificati prima della riforma.

Il controllo sulla valutazione del raddoppio dei termini per l'accertamento in presenza della condizione obiettiva costituita dall'obbligo di denuncia è rimesso al gudice tributario. Tale obbligo è presente solo quando il pubblico ufficiale è in grado di individuare con sicurezza gli elementi di reato da denunciare, non essendo sufficiente un generico sospetto di attività illecita. La valutazione della sussistenza dell'illecito penale comporta un giudizio di prognosi postuma sulla ricorrenza di seri indizi di reato per escludere che l'Amministrazione abbia fatto un uso pretestuoso  e strumentale delle disposizioni denunciate al fine di fruire ingiustificatamente di un più ampio termine di accertamento.